La macchia mediterranea, una farmacia a cielo aperto

Le erbe officinali rappresentano una delle risorse più grandi che la natura ci ha messo a disposizione.

Achillea Millefolium 

"L'achillea è piuttosto calda e secca e ha effetti vari e sottili sulle ferite." 

(Ildegarda di Bingen)
 Secondo un’antica tradizione fu Achille a scoprire la proprietà cicatrizzante di questa pianta. Infatti egli la usava per le cura delle numerose ferite riportate dopo ogni battaglia.

Pimpinella Anisum

L’anetolo, il principio attivo presente nella pianta dell’Anice verde, è usato sin dai tempi antichi nella produzione di liquori e medicinali. Plinio il Vecchio riteneva che l’Anice avesse il potere di far dormire e di salvaguardare la giovinezza del viso.
Dal Medioevo le proprietà toniche della pianta trovarono largo impiego presso coloro che volevano favorire la digestione dopo i sontuosi banchetti.
Nel 1543 Fuchs scriveva nel suo Novo Erbario: Il seme di anice rende l’alito lieve e profumato. Utile come dissetante, impedisce il gonfiore di stomaco. Fa produrre più latte alle donne, e stimola il desiderio concupiscente. Questo seme fa del cibo un piacere…”.

 

Foeniculum Vulgare

"Il finocchio rende l'uomo allegro, dà un calore e un odore piacevole al corpo ed aiuta a digerire bene.”

(Ildegarda di Bingen)

Il finocchietto (o finocchio selvatico) è conosciuto da millenni: nella Grecia del III secolo a.C. Demostene narra che nei riti dionisiaci s’indossavano corone di finocchio e secondo antiche credenze sfregarsi le gambe con il finocchio serviva da antidoto per i morsi di serpenti e cani. Nel medioevo invece vi si ornavano le porte per tenere lontano gli spiriti dalle case. I Romani lo apprezzavano e lo diffusero in tutta Europa, dove ancora oggi è utilizzato per il suo intenso odore aromatico.

Glycyrrhiza glabra

"La Liquirizia migliora il carattere, illumina lo sguardo, rende chiara la voce"

(Ildegarda de Bingen)

Una pianta “nobile” dalle radici profonde
Famosa in tutto il mondo e vanto della Penisola è senza dubbio quella calabrese, che dal 2011 gode della denominazione di origine protetta (DOP). A introdurla nella regione sembra siano stati i monaci Benedettini, che nell’anno 1000 la utilizzavano per facilitare la digestione e prevenire problemi diuretici. È solo nel Settecento, però, che nasce il primo concio (tipico laboratorio di produzione del tempo) calabrese per la lavorazione e la vendita della liquirizia a uso alimentare, voluto dal Duca di Corigliano, che ha inaugurato ufficialmente il commercio della liquirizia in Calabria.

Una delle proprietà meno conosciute della radice di liquirizia è il suo effetto afrodisiaco. Viene citata anche nel Kamasutra e si narra che fosse il ristoro preferito di Casanova.

Salvia Rosmarinus

"Il rosmarino è l'erba sacra della rimembranza e quindi dell'amicizia."
(Thomas More)

Il rosmarino è sempre stato presente nella cultura mediterranea: veniva usato come pianta votiva e bruciato come incenso dagli antichi greci, che gli attribuivano anche proprietà magiche. Nel medioevo si credeva che avesse il potere di scacciare gli spiriti maligni e le streghe. Veniva anche bruciato nelle stanze dei malati per disinfettarle e usato in decotto per pulire cucine, lavelli e vasche da bagno, magari usando direttamente i suoi rami freschi per aspergerlo.

Laurus Nobilis

Si dice che il fulmine non colpisca mai la pianta dell’alloro.
Per questo, si narra, che l’imperatore Tiberio indossasse una corona d’alloro durante i temporali.
Famosa è la statua di Apollo e Dafne di Bernini, che ritrae la ninfa mentre si trasforma in alloro per sfuggire ad Apollo.
Per questo l’aromatica pianta è diventata sacra al dio del sole.

I greci usavano l’alloro per le cerimonie sacrificali e lo consideravano un simbolo di gloria e di vittoria.

Citrus Aurantium

Conosciuta fin dall’antichità, la cannella è stata inizialmente apprezzata soprattutto per le sue doti antisettiche, negli ultimi anni però diverse ricerche hanno confermato una serie di altri interessanti benefici che questa spezia apporta al nostro organismo.

Leggenda vuole che la cannella, regina incontrastata di tutte le spezie nel periodo natalizio, fosse utilizzata dalla Fenice come base per il suo nido. Ed è proprio così che questa spezia, accogliendo le spoglie del mitologico animale, acquisterebbe le sue capacità terapeutiche e curative.

Gentiana Lutea

"Dio fece una piccola Genziana

che tentò – d'essere una Rosa

e fallì – e l'Estate tutta intera rise

 ma appena prima delle Nevi

là si levò una Purpurea Creatura

che incantò tutta la Collina

 e l'Estate nascose la sua Fronte

 e lo Scherno – fu zittito..... “ 

(Emily Dickinson)

Nell'antichità la genziana veniva utilizzate per guarire i morsi di serpente, perché si pensava che agisse contro il veleno; nel Medioevo veniva infatti utilizzata contro gli avvelenamenti, sia quelli alimentari che causati dai rivali.

Myrtus

"il mirto, che sua dea sempre vagheggia,
di bianchi fiori e verdi capelli orna"

(Poliziano)

Gli antichi latini e greci lo apprezzavano , rappresentava l'amore  sia sacro che profano. Con una corona di mirto,  si adonarva la sposa il giorno delle nozze.

Gli innamorati solevano  raccoglierlo al solstizio d'estate come promessa di fedeltà. 

ll mirto accompagna la storia dell’uomo dalla nascita alla morte simboleggiando la vita nell’aldilà e lo spirito di rinascita, la luce e le tenebre allo stesso tempo.

Salvia Rosmarinus

 Nelle tradizioni medievali germaniche, era chiamato “l’albero di Holda”. Holda era una fata del folklore germanico, dai lunghi capelli d’oro che abitava nei sambuchi situati vicino a laghi e corsi d’acqua. Talvolta poteva apparire come una vecchia strega. Questa pianta cresce sotto l’influsso della luna ed è per questo che si pensava fosse amata dalle streghe. In Inghilterra invece, si sosteneva addirittura che il sambuco non fosse un arbusto qualsiasi, ma addirittura una strega che aveva assunto le sembianze di una pianta
 Le sue doti erano talmente grandi che il famoso flauto magico delle leggende germaniche non era altro che un ramoscello di sambuco svuotato del suo midollo.

Illicium Verum

Nell’antichità la pianta era considerata sacra per le sue qualità tanto è vero che se ne trovano ampie tracce in molte leggende del bacino mediterraneo. L'anice insieme a  liquirizia,  menta e ginepro sono ricordati come medicamenti per lo stomaco nella famosa tavola del re assiro Assurbanipal ed erano già largamente usati a Creta dodici secoli prima di Cristo.

Coriandrum Sativum

In Le mille e una notte il coriandolo è citato come pianta afrodisiaca capace di provocare uno stato di ebbrezza simile a quello del vino. Un’altra leggenda, infine, vuole che macinare sette semi di coriandolo pronunciando il nome della persona desiderata con le parole Seme caldo, cuore caldo, mai siano separati porti a dei risultati incredibili: fate macerare la polvere ottenuta in acqua di sorgente, filtrate e somministrate il liquido mischiato a cibi o bevande alla persona che amate. Sarà vostro per sempre.

Juniperus

 “Dove c’è profumo di Ginepro, non sosta il demonio”. Da tempi antichissimi sono conosciute queste sue particolarità, questa sua forza alla quale non servono muscoli.
Arkheutos, il suo nome greco, significa “allontanare il nemico”.
Il motto del Ginepro è: “Verrò in tuo aiuto”. Pensate che bel nome hanno le sue bacche! Vengono chiamate coccole.

Il Ginepro, la pianta degli eroi
il Ginepro non ha paura di niente. Impavido resiste a qualsiasi stagione, con il suo odore resinoso.

Rheum

"L'acre rabarbaro è cresciuto sull'arida pietra; tutti son corsi per assistere alla sua ricolta; violette e tulipani vi son anche sbocciati." (canto popolare)

Il rapporto tra l’essere umano e la pianta del rabarbaro (specie il suo rizoma) risale a tempi antichi. Rehum palmatum (rabarbabo cinese) sembra essere originario dell’altopiano tibetano, luogo dove per primo è stato domesticato e coltivato, fino ad arrivare, nel tempo, ad acclimatarsi in quasi tutta l’Asia e tutta l’Europa.
Tutte le piante del genere Rehum hanno proprietà officinali sebbene nel rabarbaro cinese queste si concentrano maggiormente.

Taraxacum Officinale 

“Il pallido Gambo del Dente di Leone 
stupisce l’Erba e l’Inverno d’un tratto diventa
un infinito Ahimè 
sul gambo si leva un’inusitata Gemma e poi un chiassoso Fiore 
il Proclama dei Soli 
che la sepoltura è finita.”
(Emily Dickinson)

Nel linguaggio dei fiori, il soffione simboleggia la forza, la speranza e la fiducia.
Si narra che Teseo mangiò per 30 giorni di fila solo denti di leone allo scopo da diventare abbastanza forte da affrontare e sconfiggere il Minotauro.